Cronaca

L’Aquila, intero condominio spiato con le webcam: denunciato il proprietario
di Alessandra Ziniti

Sul suo cellulare una app collegata alle microcamere nascoste nei bagni e nelle camere da letto, che trasmettevano in diretta. In casa dell’uomo scoperti anche 80mila euro in contanti. L’indagine della polizia dopo la segnalazione di un’inquilina

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30 Ottobre 2025
Aggiornato alle 14:46
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Erano attive e trasmettevano in diretta le webcam che spiavano gli ignari inquilini di un condominio dell’Aquila. Una palazzina alla periferia del capoluogo abruzzese, tra l’ospedale e la scuola della Guardia di finanza. Dodici appartamenti, abitati per lo più da studenti, famiglie, anche giovani allievi delle Fiamme Gialle. In ognuno di loro una microcamera nascosta dietro lo specchio del bagno o nelle camere da letto degli inconsapevoli residenti.

Ad accorgersi per prima della webcam una studentessa fuori sede, insospettita da un improvviso, strano riflesso partito dallo specchio. L’occhio abusivo era nascosto dietro una piantina. La ragazza è andata subito a denunciare, facendo scattare le indagini della questura dell’Aquila. Presto la voce si è sparsa nella palazzina e, poco dopo, altri due inquilini hanno ritrovato la stessa telecamera nei loro appartamenti.

Denunciato il proprietario: riceveva i video sul cellulare
La palazzina è tutta di proprietà di un 56enne aquilano, sposato con un’avvocata. L’uomo è stato denunciato per interferenza illecita nella vita privata. Appena ricevuta la denuncia della studentessa, infatti, il magistrato di turno ha concesso un decreto di perquisizione, anche informatica, nei confronti del proprietario. E durante l’ispezione gli agenti hanno scoperto sul suo cellulare una app per gestire e visualizzare in tempo reale le immagini provenienti dalle microcamere installate nell’appartamento della ragazza e in altri alloggi del condominio.

La squadra volanti della polizia ha poi controllato tutti e 12 gli appartamenti, scoprendo altre microcamere nascoste. Nel garage e nell’abitazione del proprietario, oltre a ulteriori dispositivi ancora imballati, la polizia ha trovato 80mila euro in contanti, presumibilmente riconducibili all’attività illecita. Le indagini proseguono per capire se le condotte del proprietario siano avvenute anche in passato e per individuare eventuali altre vittime.

Sotto shock gli inquilini del palazzo, che ovviamente temono che le loro immagini più intime siamo già finite in una delle tante piattaforme online che commercializzano video di questo genere.

Economia

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Pensioni, bonus Giorgetti in manovra: come guadagnare di più restando al lavoro. A chi conviene
di Miriam Carraretto
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(ansa)
L’ex bonus Maroni, riconfermato per il 2026, assicura più netto in busta paga a chi rinvia la pensione anticipata. Ma tra finestre di decorrenza e impatti diversi sull’assegno, la convenienza non è uguale per tutti. Ecco una guida pratica con importi, simulazioni e aspetti da considerare

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30 Ottobre 2025 alle 05:00
5 minuti di lettura

ROMA – Bonus Giorgetti anche nel 2026. Chi è arrivato alla soglia della pensione anticipata ma sceglie di restare al lavoro potrà ancora trasformare la propria quota di contributi in un aumento immediato in busta paga. È questo il senso dell’ex bonus Maroni, oggi appunto Giorgetti, confermato anche nella bozza della prossima Legge di bilancio, in continuità con le misure degli ultimi anni e prorogato ai lavoratori che maturino i requisiti fino a fine 2026. Cos’è in parole povere? Di fatto, un’agevolazione per chi posticipa il pensionamento, a fronte di un compenso più ricco, immediato, al posto dei contributi pensionistici. Si può avere solo quando il diritto alla pensione anticipata è già stato maturato e si decide di proseguire l’attività professionale per guadagnare qualcosina in più.

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28 Ottobre 2025

Se tutto verrà confermato dal governo Meloni, nel 2026 funzionerà come adesso: il dipendente che avrà raggiunto i requisiti per la pensione anticipata – sia flessibile che ordinaria – potrà rinunciare all’accredito della quota di contributi a suo carico, pari a circa il 9,19% dello stipendio lordo nel privato e a 8,89% nel pubblico. È questa la percentuale di “guadagno” netto in busta. Il datore di lavoro in pratica non versa più questa parte all’Inps o ad altro ente previdenziale e “gira” lo stesso importo direttamente al lavoratore in busta paga, con un trattamento fiscale di favore. L’effetto per il lavoratore, appunto, è uno stipendio mensile più alto.

Piace o no? Così così. Spulciando la relazione tecnica di Palazzo Chigi, si osserva come per il 2026 la stima prudenziale parla di circa 6.700 accessi, con il 12% circa degli aventi diritto effettivamente indotti a rimandare l’uscita, segno che l’incentivo intercetta soprattutto chi è vicino alla decisione e sta facendo molto bene i conti sui pochi mesi (in qualche raro caso anni) di differenza che ancora gli restano da lavorare. I dati certamente aiutano a leggere la misura per quello che è: un incentivo, sì, ma da valutare numeri alla mano, che costa poco all’inizio e si riequilibra nel medio periodo, che può significare qualche centinaia di euro in più al mese senza oneri fiscali, ma soprattutto se il “prolungamento” al lavoro è limitato. Vediamo nel dettaglio.

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20 Ottobre 2025

I requisiti: chi può fare domanda
Possono averlo i lavoratori dipendenti iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria, la cosiddetta Ago, o a forme sostitutive o esclusive. Serve aver maturato entro il 31 dicembre 2026 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria (42 anni + 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni + 10 mesi per le donne). Essenziale non percepire già una pensione né aver presentato domanda per un trattamento previdenziale diretto: unica eccezione riguarda eventuali assegni di invalidità.

Una di quelle domande sempre ricorrenti in merito al bonus Giorgetti è se l’incentivo riguardi anche il pubblico impiego. E sì: il diritto è esteso a tutti i dipendenti, sia privati che pubblici. Come avviene già oggi, per chi avrà maturato i requisiti nelle annualità 2025-2026, le finestre di uscita restano quelle già note, ossia quelle mobili di tre o quattro mesi a seconda della gestione.

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17 Ottobre 2025

Come funzionerà nel 2026
Attenzione che la finestra di partenza degli effetti del bonus ex Maroni non è istantanea: se la rinuncia alla pensione anticipata viene presentata prima della prima data utile per la decorrenza della pensione stessa, il beneficio scatta proprio da quella finestra. Se la scelta arriva in coincidenza con la prima finestra o successivamente, l’effetto parte dal primo giorno del mese successivo. In ogni caso, da quel momento l’azienda smette di versare la quota contributiva a carico del lavoratore e la trasferisce in busta paga come importo aggiuntivo netto.

Come chiarito dall’Inps, l’avvio avviene solo dopo l’autorizzazione dell’Istituto: tradotto, significa che è necessaria una domanda, rigorosamente online, previa verifica dei requisiti. L’Inps poi comunica l’esito entro trenta giorni sia all’interessato sia al datore. Solo dopo il via libera scatta la sospensione del versamento della quota lavoratore e l’eventuale conguaglio di quanto già pagato nei mesi precedenti.

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14 Ottobre 2025

I vantaggi per lavoratori e imprese
Per capire se davvero il bonus Giorgetti faccia o meno al caso vostro, occhi prima di tutto al calendario. La normativa sulla decorrenza della pensione anticipata prevede finestre temporali di alcuni mesi tra maturazione del diritto e primo assegno. Come detto prima, per l’anticipata ordinaria gli scatti restano di tre o quattro mesi a seconda della gestione. Queste finestre sono molto rilevanti perché la trasformazione dei contributi in netto scatta dal primo mese utile successivo alla rinuncia, e presentare la domanda in tempo consente di non perdere mensilità.

Una volta deciso per il sì, per il dipendente l’effetto è immediatamente visibile in busta paga: la percentuale di solito trattenuta come contributo, come detto prima, si trasforma in retribuzione netta. Prima cosa. Seconda: diciamo che, sul piano fiscale, il meccanismo è particolarmente favorevole, perché la somma che rimpiazza i contributi non entra nel reddito tassabile e quindi non subisce l’Irpef.

Terzo, riflettiamo con calma sulla futura pensione: su questo, la relazione tecnica dell’Esecutivo esprime un concetto piuttosto chiaro, e cioè che le componenti dell’assegno calcolate in modo retributivo non cambiano, perché dipendono dalla retribuzione pensionabile e non dalla quota di contributi versata a carico del dipendente. La parte contributiva, invece, durante i mesi di incentivo cresce solo con la quota del datore, quindi con un ritmo più lento rispetto allo standard. È il motivo per cui la convenienza va davvero valutata su orizzonti temporali non troppo lunghi, quando l’aumento di netto compensa ampiamente il minore incremento del montante. Infine, lato aziende, aspetto per nulla trascurabile e anzi spesso oggetto di equivoco, riguarda la natura dell’intervento: il bonus Giorgetti non è un incentivo alle assunzioni né uno sgravio per le imprese. E proprio perché agisce solo sulla parte contributiva del lavoratore, non richiede il rispetto delle condizioni tipiche degli incentivi occupazionali, come il controllo sul Durc, e non produce vantaggi diretti sul costo aziendale.

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La domanda a questo punto è: ma quanto si guadagna davvero di più? Per dare un’idea concreta, si può partire da alcune simulazioni basate su retribuzioni lorde tipiche e sulla quota contributiva standard del lavoratore.

Con un lordo annuo di 25mila euro, l’incentivo si traduce in un aumento di circa 2.300 euro l’anno, vale a dire poco meno di 190 euro al mese. Portando il reddito a 30mila euro, il beneficio sale intorno ai 2.750 euro annui, pari a circa 230 euro mensili. A 35mila euro, l’importo supera i 3.200 euro l’anno, con un effetto in busta nell’ordine dei 265 euro mensili. Per chi si colloca a 45mila euro lordi, il vantaggio si avvicina ai 4.140 euro l’anno, ossia circa 345 euro al mese. Infine, oltre i 60 mila euro, l’incremento può superare i 5.500 euro annui, con più di 450 euro al mese. Cosa significa questo? Che più alta è la retribuzione imponibile, maggiore è la quota che rientra come netto.

Occhio che nella valutazione della convenienza pesa soprattutto la durata del posticipo. Su un orizzonte di dodici mesi, questi importi appena citati vanno letti come incasso una tantum distribuito lungo l’anno. Su diciotto mesi, le cifre si moltiplicano per 1,5. Su ventiquattro mesi addirittura raddoppiano. Tradotto: per un dipendente con 30mila euro lordi, due anni di permanenza al lavoro in più comportano quindi un extra netto intorno ai 5.500 euro complessivi; con 45mila euro, l’ordine di grandezza sfiora i 8.300 euro; con 60 mila euro, può superare gli 11mila. L’effetto sulla pensione futura rimane, ma si concentra sulla parte contributiva. Per periodi brevi l’erosione del montante è generalmente modesta perché continua ad affluire la quota del datore di lavoro.

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17 Settembre 2025

Quali effetti sui conti pubblici
Detto questo, quale sarà l’impatto sui conti pubblici? Stando alla relazione del governo, nel 2026 si stimano minori entrate contributive per circa 12,8 milioni e un risparmio di spesa pensionistica di 12,2 milioni: l’effetto netto è dunque leggermente negativo, nell’ordine di mezzo milione. Il 2027 e il 2028 mantengono lo stesso schema, con un saldo che resta moderatamente in rosso perché la riduzione dei contributi supera i risparmi sulle uscite. Nel 2029 l’effetto peggiora, anche per il minore gettito fiscale indotto dall’esenzione.

Dal 2030 in avanti, infine, i dati mostrano un equilibrio diverso: il risparmio sulle pensioni diventa strutturalmente superiore e l’effetto complessivo si attesta in positivo, attorno a 2,3 milioni l’anno. È il riflesso del fatto che, a regime, i lavoratori che hanno posticipato l’uscita fanno diminuire la spesa per nuove pensioni e il sistema recupera una parte dei costi iniziali.

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Economia

Nuovo Isee prima casa, gli effetti: 10 euro in più di Assegno unico, solo 3.200 bonus nuovi nati
di Raffaele Ricciardi
Nuovo Isee prima casa, gli effetti: 10 euro in più di Assegno unico, solo 3.200 bonus nuovi nati
L’Adi amplia la platea di circa il 2%, mentre i nuovi beneficiari del Supporto formazione e lavoro sarebbero 2.300. La voce di costo maggiore è l’Assegno unico, con 324 milioni su 465

24 Ottobre 2025 alle 05:00
2 minuti di lettura

MILANO – La relazione tecnica alla manovra bollinata, emersa ieri, consente di vederci un po’ più chiaro sull’impatto della revisione dell’Isee per il 2026, che favorisce i possessori di prima casa e i nuclei con figli. L’intervento riguarda infatti l’innalzamento dagli attuali 52.500 euro a 91.500 euro della soglia di esclusione della prima casa dal conteggio dell’indicatore sulla situazione reddituale e patrimoniale delle famiglie. In aggiunta, si anticipa la maggiorazione della soglia di 2.500 euro a figlio convivente a partire dal secondo (e non più dal terzo). E si rivede la scala di equivalenza favorendo le famiglie con figli: 0,1 per i nuclei con due, da 0,20 a 0,25 per tre, da 0,35 a 0,45 per quattro e infine quella per i nuclei con almeno cinque figli da 0,5 a 0,55.

Le novità valgono solo per l’accesso a cinque prestazioni, il che solleva i dubbi applicativi che ci ha raccontato la Cgil. Si tratta di Assegno di inclusione (ADI) e Supporto formazione e lavoro (SFL), per Assegno unico universale (AUU), Bonus asilo nido e Bonus nuovi nati.

Ma quante sono le persone coinvolte, e in che misura?

Assegni di inclusione: 14mila in più, 2.300 Sfl
Si legge nella relazione che per l’Assegno di inclusione “risulta un aumento di poco superiore al 2% di dichiarazioni che rientrerebbero con le nuove norme, sotto la soglia di 10.140 euro”. Tradotto, sono ulteriori 14 mila nuclei con 710 euro ciascuno, per un aumento di spesa di 119,3 milioni di euro per il primo anno di applicazione. Collegato a questo strumento c’è Sfl: qui la stima sui nuclei con presenza di componenti tra 18 e 59 anni non disabili che rientrerebbero tra i beneficiari è a quota 2.300. Considerati i 500 euro al mese, prudenzialmente moltiplicati per 12 mesi, ne viene una spesa di 13,8 milioni di euro per anno.

Assegno Unico, 10 euro al mese in più
La voce dell’Assegno unico è quella che comporta il maggiore incremento di spesa, 324 milioni nel 2026 (su 465 di questo pacchetto). Qui la stima parte dai figli beneficiari a fine 2024: 9,5 milioni di soggetti, dei quali 2,8 milioni con Isee superiore al livello minimo previsto per il 2024 ovvero 17.090,61 euro. Per questi è dunque possibile l’incremento dell’assegno. Esclusi quelli che già prendono la cifra massima e quelli che non hanno presentato la Dsu, la platea di riferimento si riduce a 2,64 milioni di figli: per questi, calcolando il differenziale di Isee con la modifica normativa, si prospetta un incremento mensile dell’assegno unico del 2024 “pari a circa 10 euro mensili”.

Bonus nuovi nati “solo per 3.200 soggetti”
Simile il discorso per il Bonus nido, tenendo presente che nel 2026 sarà ancora articolato su tre fasce Isee (per i nati del 2023) mentre dal 2027 si passerà su due sole fasce: i possibili beneficiari della nuova norma sono circa 12mila, con un rimborso medio aggiuntivo di circa 61 euro al mese nel 2026 e di 66 euro al mese dal 2027, con una media di sette mensilità. Ecco dunque l’onere di 5,1 milioni per l’anno prossimo.

Sul supporto per i nuovi nati entrato con la manovra del 2025 (1000 euro una tantum per ogni nascita o adozione per Isee sotto 40mila euro), infine, la variazione del calcolo Isee porta benefici “solo per circa 3.200 soggetti”: di qui il calcolo di 3,2 milioni di costo.

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Isee prima casa, cosa cambia e quali sono i 5 incentivi che si possono chiedere
di Raffaele Ricciardi
Isee prima casa, cosa cambia e quali sono i 5 incentivi che si possono chiedere
La bozza di manovra eleva a 91.500 euro il valore catastale da esentare dal calcolo, ai fini di Adi, Sfl, Assegno Unico, bonus nido e nuovi nati. I rilievi dei Caf: platea ristretta e rischio di applicazione della norma

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22 Ottobre 2025 alle 05:00
2 minuti di lettura
MILANO – Prima casa fuori dal conteggio dell’Isee, fino a 91.500 euro di valore. La previsione della bozza di manovra è limitata ad alcune prestazioni legate all’Indicatore reddituale e patrimoniale degli italiani: lo “sconto” vale per accedere ad Assegno di Inclusione (Adi) e Supporto per la Formazione e il Lavoro (Sfl), Assegno Unico e Universale per i figli a carico (AUU), bonus nido e bonus nuovi nati.

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Come funziona l’Isee
L’Isee è quell’indicatore che tiene conto di redditi e patrimonio. Si ottiene infatti sommando al reddito complessivo del nucleo familiare, il 20% del patrimonio mobiliare e immobiliare sul quale interviene la scala di equivalenza che varia a seconda dei componenti del nucleo familiare. Per quel che riguarda la prima casa, il valore catastale di quest’ultima viene ad oggi escluso dal calcolo dell’Isee fino alla soglia di 52.500 euro. Oltre questa asticella, si prendono solo i due terzi di valore.

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20 Ottobre 2025

Le novità
La bozza di manovra interviene proprio su questa soglia di esclusione del valore della prima casa dall’Isee, portandola a un valore catastale di 91.500 euro. La soglia è poi incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente “successivo al primo”. Non solo.

Come antipasto di una più complessiva riforma dell’Isee, la bozza di manovra interviene anche sulle scale di equivalenza, cioè le maggiorazioni riconosciute in caso di nuclei familiari con figli. Ora il quadro prevede maggiorazioni Isee di 0,2 punti per le famiglie con tre figli, 0,35 ai nuclei con quattro figli, 0,5 con almeno cinque figli. Dal prossimo anno entrerebbero anche le famiglie con due figli (0,1 punti) per poi salire a 0,25 in caso di tre figli, 0,40 con quattro e 0,55 con cinque o più.

Gli interventi comportano aggiustamenti di bilancio con la previsione di stanziamenti aggiuntivi che per il solo 2026 valgono 465 milioni.

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21 Ottobre 2025

La Cgil: “Rischio caos come per i titoli di Stato”
Una stima riportata dal Sole240Ore sulla base dei dati dei Caf Acli indica che (nell’ipotesi di innalzamento della soglia a 100mila euro, non lontana dalla bozza di manovra) sarebbe solo il 15% delle famiglie a trarre benefici dal nuovo Isee.

Monica Iviglia, responsabile nazionale dei Caaf della Cgil, sulla base dei testi finora circolati vede altri due ordini di problemi. Il primo è un “appiattimento della progressività dell’Isee”, dovuto soprattutto all’innalzamento della franchigia della prima casa. Il timore legato a un simile intervento è di ampliare sì la platea, ma a favore di un determinato tipo di famiglie e a scapito di altre senza incidere in maniera organica sulla materia. E poi c’è la forte preoccupazione di un “bagno di sangue” dal punto di vista applicativo. “Un conto sarebbe stato modificare l’algoritmo di calcolo per tutte le tipologie di Isee. Ma se davvero si andrà a una operazione ‘selettiva’ solo su alcune prestazioni, si dovrà passare da un decreto direttoriale per entrare a regime. Ed è difficile immaginare, considerando i tempi di approvazione della manovra, che ciò avvenga in tempo utile per la campagna Isee del prossimo gennaio. Un film che abbiamo già visto per i titoli di Stato: per sfruttare l’esenzione fino a 50mila euro, molti cittadini sono dovuti tornare allo sportello per aggiornare l’Isee a loro spese. Molti non l’hanno fatto e hanno perso un’opportunità. Senza contare i costi per le strutture”.

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Economia

Ecco la bozza della manovra: rottamazione in 54 rate bimestrali e “Carta Valore”
di Giuseppe Colombo, Raffaele Ricciardi
Ecco la bozza della manovra: rottamazione in 54 rate bimestrali e “Carta Valore”
(ansa)
Il testo approvato dal Consiglio dei ministri venerdì scorso: 137 articoli. Dal 2027 lo strumento dedicato ai neodiplomati. Festivi e notturni con aliquota al 15%, sale la cedolare sugli affitti brevi

19 Ottobre 2025
Aggiornato alle 20:26
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ROMA – Centotrentasette articoli, dalla riduzione dell’aliquota centrale dell’Irpef dal 35% al 33% con la sterilizzazione del beneficio massimo (440 euro) sopra i 200mila euro di reddito fino alle misure di efficientamento della spesa, la famosa spending review. Nel mezzo provvedimenti come la rottamazione delle cartelle fiscali in 54 rate bimestrali e il debutto della “Carta Valore” destinata ai neodiplomati.

Ecco la bozza della manovra per il 2026 che il governo Meloni ha approvato venerdì sera in Consiglio dei ministri. La scadenza per la trasmissione del testo in Parlamento è prevista per lunedì, ma non in ambienti di governo non si esclude un rinvio.

La carta per i diplomati
Tra le novità della manovra c’è la Carta Valore per i neodiplomati. Arriverà nel 2027: il credito potrà essere utilizzato per l’acquisto di biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche e spettacoli dal vivo, ma anche per libri, abbonamenti a quotidiani e periodici (anche in formato digitale), musica registrata, strumenti musicali, prodotti dell’editoria audiovisiva, titoli di accesso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche e parchi naturali, nonché per sostenere i costi relativi a corsi di musica, di teatro, di danza o di lingua straniera. Sarà un decreto annuale del ministero della Cultura, di concerto con il Mef e il dicastero dell’Istruzione, a definire gli importi della Carta. Lo stanziamento complessivo per il 2027 è di 180 milioni. Il beneficio non fa reddito e non pesa ai fini del calcolo dell’Isee.

Manovra prudente e limitata. Risale la spesa sanitaria, la pressione fiscale resta al top
a cura di Osservatorio Conti Pubblici Italiani

18 Ottobre 2025

Per gli acquisti di prima necessità, la dotazione del fondo che sostiene la carta ‘Dedicata a te’ è incrementata di 500 milioni per il 2026 e 2027.

La nuova rottamazione
Chi ha debiti con il Fisco potrà mettersi in regola pagando in un’unica soluzione o diluendo i versamenti in rate bimestrali (fino a un massimo di 54) di uguale importo (non inferiore a 100 euro). La nuova definizione agevolata riguarderà tutti i carichi fiscali affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Potrà aderire alla rottamazione, quindi, chi ha una cartella che fa riferimento a questi debiti. Sarà escluso chi non ha mai presentato la dichiarazione dei redditi e chi è stato oggetto di accertamenti. Chi accederà alla quinta edizione della rottamazione dovrà pagare il cosiddetto capitale (l’importo della tassa non pagata) e le spese per le procedure esecutive e di notifica della cartella. Non saranno dovuti, invece, gli interessi e le sanzioni. Non si pagheranno neppure gli interessi di mora, l’aggio e le cosiddette “sanzioni civili” (accessorie ai crediti di natura previdenziale).

Potranno rientrare nella rottamazione quinquies anche quei contribuenti che hanno aderito alle prime tre edizioni della definizione agevolata delle cartelle e al saldo e stralcio del 2018. Accesso negato, invece, per le cartelle già oggetto di Rottamazione quater per le quali al 30 settembre di quest’anno risultavano in regola i versamenti: il contribuente non potrà sospendere i pagamenti e passare alla nuova rottamazione.

Si uscirà dalla nuova rottamazione dopo il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, o dell’unica rata nel caso in cui il debitore scelga di non rateizzare i pagamenti.

La prima rata dovrà essere pagata entro il 31 luglio 2026. La seconda e la terza, rispettivamente, il 30 settembre e il 30 novembre. Dalla quarta alla cinquantesima, rispettivamente, il 31 gennaio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre di ciascun anno, a partire dal 2027. Le ultime tre rate, dalla cinquantaduesima alla cinquantaquattresima, dovranno essere saldate rispettivamente il 31 gennaio, il 31 marzo e il 31 maggio 2035. In caso di pagamento a rate saranno dovuti gli interessi (tasso 4% annuo) a partire dal 1 agosto 2026.

Banche e assicurazioni, aumento dell’Irap fino al 2028
Aumenta l’Irap per banche e assicurazioni: due punti in più per tre anni, dal 2026 al 2028. La misura rientra nel pacchetto di misure a carico degli istituti di credito e delle compagnie assicurative con cui il governo punta a reperire 4,4 miliardi per finanziare le misure della manovra (circa 11 in tre anni).

Tassa Paperoni a 300mila euro, raddoppia per i familiari
Si conferma l’inasprimento della tassazione sui cosiddetti “Paperoni” che trasferiscono in Italia la loro residenza: il famoso caso di Cristiano Ronaldo. L’imposta sostitutiva dell’Irpef sui loro redditi esteri passa da 200 a 300mila euro all’anno e raddoppia da 25 a 50mila euro per i loro familiari.

Notturni e festivi tassati al 15%
Nel testo si dettaglia il meccanismo di sgravio fiscale previsto per il lavoro notturno, nei festivi o le indennità di turno. Nel 2026, per queste somme si prevede una imposta sostitutiva al 15%, entro il limite annuo di 1.500 euro, esclusi premi di risultato e compartecipazioni agli utili. Lo sgravio è previsto per i dipendenti del settore privato entro un limite di reddito di 40mila euro (con riferimento al 2025).

Si conferma l’innalzamento a 10 euro dell’esenzione dal reddito dei ticket restaurant elettronici.

Integrativo ai lavoratori del turismo
Sempre in tema di lavoro e fiscalità, un intervento è dedicato al settore turistico “al fine di garantire la stabilità occupazionale e di sopperire all’eccezionale mancanza di offerta di lavoro”. Per i primi nove mesi del prossimo anno si prevede – per i lavoratori di bar, ristoranti, strutture turistiche e impianti termali – un trattamento integrativo speciale “pari al 15 per cento delle retribuzioni lorde corrisposte in relazione al lavoro notturno e alle prestazioni di lavoro straordinario”. Anche in questo caso la condizione per incassare il plus è avere un reddito 2025 entro i 40mila euro.

Tasse più basse per le stablecoin in euro, tavolo per le cripto
I redditi e i proventi derivanti dalle operazioni sui token di moneta elettronica “denominati in euro” vengono assoggettati a una aliquota del 26%, in luogo dell’aliquota ordinaria del 33 per cento prevista a decorrere dal prossimo anno già dalla passata manovra. “Per token di moneta elettronica denominati in euro si intendono i token il cui valore è stabilmente ancorato all’euro e i cui fondi di riserva sono detenuti integralmente in attività denominate in euro presso soggetti autorizzati nell’Unione europea”, si dettaglia. Viene poi istituito, demandando i dettagli a un decreto Mef da pubblicare in due mesi, un “Tavolo permanente di controllo e vigilanza sulle cripto-attività e la finanza innovativa” con l’obiettivo di “favorire uno sviluppo ordinato e legale del settore”. Invitati senza gettone, oltre al Tesoro, la Gdf, la Consob, Bankitalia e la Uif “nonché delle associazioni più rappresentative del settore ed esperti accademici individuati in base a criteri di competenza”. Compiti: monitorare i rischi, elaborare indirizzi di prevenzione da frodi e abusi, stilare un protocollo di legalità tra gli operatori, aggiornare sulle evoluzioni tecnologiche e promuovere l’educazione dei consumatori.

8 x mille, le risorse residue alla lotta contro le tossicodipendenze
Le risorse residue della quota dell’8 per mille di competenza dello Stato potranno essere riassegnate per la realizzazione di interventi relativi alla prevenzione e al recupero dalle tossicodipendenze e dalle altre dipendenze patologiche. L’intervento è annuale, per il 2026.

Isee, prima casa esclusa fino a 91.500 euro
La soglia di esclusione della prima casa dall’Isee sale a 91.500 euro, incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. La manovra rivede le maggiorazioni: 0,1 in caso di nuclei familiari con due figli, 0,25 in caso di tre figli, 0,40 in caso di quattro figli e 0,55 in caso di almeno cinque figli. I nuovi calcoli valgono per l’uso dell’Isee sono limitati ad alcune prestazioni: assegno di inclusione, supporto per la formazione e lavoro, assegno unico per i figli, bonus nido e bonus nuovi nati.

Affitti brevi con aliquota al 26%
Stop alla riduzione – introdotta lo scorso anno – della cedolare secca al 21% per uno degli immobili: la cedolare secca resta al 26%. Sale inoltre dal 21% al 26% l’aliquota per chi esercita attività di intermediazione immobiliare, nonché quelli che gestiscono portali telematici.

Aumentano le sigarette
Le sigarette diventano più costose con la previsione di un aumento delle accise: tra le altre cose, l’importo specifico fisso per unità di prodotto sale da 29,5 euro per 1000 sigarette a 32 euro dal 2026, 35,5 euro dal 2027 e 38,5 euro dal 2028 . Gli aumenti riguardano, in generale, sia i sigaretti che i tabacchi lavorati e i prodotti “succedanei”, cioè sostitutivi del tabacco.

Ucraina, un fondo da 50 milioni per le infrastrutture
La manovra istituisce per l’anno prossimo un Fondo per un “dono” di 50 milioni al governo ucraino. L’obiettivo del contributo – si legge nella bozza della Finanziaria – è “favorire la ripresa economica e il rafforzamento delle infrastrutture critiche e dei settori strategici dell’Ucraina ed è vincolato all’acquisto di beni e servizi forniti da imprese italiane”.

Sgravi alle madri lavoratrici e congedi parentali più lunghi
Se un’azienda assume madri di almeno 3 figli di età minore di diciotto anni, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ottiene “l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, nella misura del 100%, nel limite massimo di importo di 8.000 euro annui, riparametrato e applicato su base mensile, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail”. Se l’assunzione è a tempo determinato, anche in somministrazione, l’esonero di cui spetta per dodici mesi dalla data dell’assunzione. Se il contratto è trasformato a tempo indeterminato l’esonero è riconosciuto nel limite massimo di 18 mesi alla data dell’assunzione. Qualora l’assunzione sia effettuata con contratto di lavoro a tempo indeterminato, l’esonero spetta per un periodo di 24 mesi dalla data dell’assunzione.

Viene rafforzato il bonus mamme: per le mamme lavoratrici dipendenti ed autonome con due figli e fino al mese del compimento del decimo anno da parte del secondo figlio, è riconosciuta dall’Inps, a domanda, una somma, non imponibile ai fini fiscali e contributivi, pari a 60 euro mensili (contro i 40 euro del 2025), per ogni mese o frazione di mese di vigenza del rapporto di lavoro o dell’attività di lavoro autonomo, da corrispondere alla madre lavoratrice titolare di reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro su base annua.

Per i genitori si eleva a 14 anni l’età del figlio entro la quale il genitore può astenersi dal lavoro per tre mesi, non trasferibili, potendo contare su un’indennità pari al 30% della retribuzione. I genitori, alternativamente, hanno diritto di astenersi dal lavoro, nel limite di cinque giorni lavorativi all’anno, per le malattie di ogni figlio di età compresa fra i 3 e gli 8 anni: i giorni lavorativi all’anno passano a 10, mentre il limite di età del figlio viene fissato a 14 anni.

Vittime di violenza
La manovra assegna più risorse al Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza, che era stato istituito nel 2020. La dotazione del Fondo viene incrementata di 500 mila euro per l’anno 2026 e di 4 milioni di euro l’anno a decorrere dall’anno 2027.

Le imprese: ammortamenti e Zes
Nel capitolo dedicato alle imprese – cifrato in 8 miliardi dalla premier – si conferma la maggiorazione degli ammortamenti per gli investimenti in beni strumentali effettuati nel 2026 o fino al 30 giugno 2027 a patto di avere versato almeno il 20% di acconto entro la fine dell’anno prossimo. Previsto un meccanismo a calare: maggiorazione al 180% per investimenti fino a 2,5 milioni, al 100% tra 2,5 e 10 milioni, al 50% tra 10 e 20 milioni. Le stesse fasce sono a loro volta incrementate se gli investimenti riducono i consumi energetici: rispettivamente l’ammortamento sale al 220, 140 e 90 per cento. Per le imprese agricole l’incentivo all’investimento assume la forma di un credito d’imposta al 40% fino a spese di 1 milione di euro. Il credito d’imposta per la Zes unica si allunga al 2028 con una dotazione di 2,3 miliardi per il prossimo anno, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028 in aggiunta ai 2,2 miliardi di quest’anno. Via ai crediti d’imposta anche nelle Zone logistiche semplificate, con orizzonte al 15 novembre 2028 e dotazione di 100 milioni annui dal Fondo sviluppo e coesione. La dotazione della Nuova Sabatini guadagna 200 milioni nel 2026 e 450 per l’anno dopo, per il turismo arrivano 50 milioni annui di fondi perduti nel triennio al 2028 e per i contratti di sviluppo un pacchetto da 550 milioni nel triennio a partire dal 2027.

Genitori separati
La manovra prevede infine un aiuto al genitore che deve lasciare la casa familiare “di proprietà” in seguito alla separazione: stanziati 20 milioni l’anno a partire dal 2026. Il “sostegno abitativo ai genitori separati o divorziati non assegnatari dell’abitazione familiare di proprietà” è previsto per chi ha figli “fino al compimento dei 21 anni di età”.

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Economia

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Btp Valore, svelati i rendimenti minimi: titoli a confronto e quando conviene investire
di Luigi dell’Olio
Btp Valore, svelati i rendimenti minimi: titoli a confronto e quando conviene investire
Il rendimento medio supera quello degli altri titoli di Stato con analoga scadenza, ma la lunga durata suggerisce una decisione calibrata

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18 Ottobre 2025 alle 05:00
2 minuti di lettura

Ora che è stato alzato il velo sul rendimento minimo del nuovo BTp Valore, è possibile fare valutazioni più concrete. Proviamo dunque a rispondere ai quesiti più frequenti che si pongono i risparmiatori in queste ore.

Il confronto con i rendimenti del BTp tradizionale
Il ministero del Tesoro ha stabilito che la nuova emissione renderà almeno il 2,6% annuo per i primi tre anni, il 3,1% per i due successivi e il 4% per gli ultimi due anni. “Considerando la sequenza delle cedole e il premio finale (0,8% per chi acquisterà il titolo in fase di collocamento e lo manterrà in portafoglio fino alla scadenza del 2035, ndr), il rendimento medio annuo lordo si colloca al 3,33%, che corrisponde a circa il 2,91% netto dopo la tassazione del 12,5%”, analizza Vito Ferito, responsabile divisione private banking di Gamma Capital Markets. “Si tratta di un livello superiore a quello offerto dai BTp ordinari di pari durata, che oggi si collocano poco sotto il 3% lordo”. La convenienza resta, ma si assottiglia, se invece non si arriva al traguardo necessario per il premio fedeltà: il 3,22% lordo, pari al 2,82% netto.

Per chi è conveniente la sottoscrizione
Conviene sottoscriverlo? “Per chi possiede già un BTp di pari durata, la sostituzione con la nuova emissione è una scelta interessante, soprattutto se si tratta di un investitore cassettista, con un’elevata probabilità di mantenere il titolo fino alla scadenza”, replica Ferito. Per chi, invece, non ha BTp in portafoglio, il nuovo BTp Valore può rappresentare un’alternativa valida se l’obiettivo è ottenere flussi di cassa regolari, “ad esempio per integrare redditi come pensione o stipendio e se l’orizzonte temporale è coerente con la durata del titolo”, aggiunge.

Anche chi detiene obbligazioni corporate farebbe bene a valutare con attenzione il confronto tra la redditività netta di queste e quella del nuovo BTp Valore. Considerando che gli interessi sulle obbligazioni societarie sono tassati al 26%, più del doppio rispetto alla tassazione prevista per i titoli di Stato, il vantaggio netto del BTp Valore potrebbe ridurre in modo significativo la differenza di rendimento nominale, riducendo il premio richiesto per giustificare il rischio maggiore dei corporate bond””.

Considerare la variabile durata
Roberto Rossignoli, senior portfolio manager di Moneyfarm, concorda sul valore premiante del nuovo titolo rispetto ai BTp di analoga durata, ma ragionando in termini generali, sottolinea l’importanza di “un’attenta riflessione” a fronte di un titolo che offre pieni benefici a patto di vincolare i risparmi per sette anni. “Qualora in questo arco di tempo l’inflazione o i tassi dovessero salire, l’eventuale vendita prima della scadenza non garantirebbe la garanzia del rimborso a 100 e potrebbe subire una perdita in conto capitale”, avverte. Al contempo, ricorda la convenienza fiscale derivante dalla tassazione agevolata e l’esclusione dei titoli di Stato fino a 50 mila euro dalla dichiarazione Isee.

BTp Valore a confronto: Fonte Moneyfarm

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Economia

Bonus mamma rinforzato e social card confermata. Chi può accedere e come farlo
di Flavio Bini
Bonus mamma rinforzato e social card confermata. Chi può accedere e come farlo
Il contributo passa da 40 a 60 euro. E sale la soglia di esclusione della prima casa dal calcolo dell’Isee

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17 Ottobre 2025 alle 05:00
1 minuti di lettura
MILANO – Bonus mamma rinforzato, Carta “Dedicata a te” confermata e più risorse per i caregiver. Sono alcune delle misure destinate alle famiglie previste nella prossima Legge di Bilancio. Un comparto che nelle previsioni indicate dal governo nel Documento Programmatico di Bilancio vale circa 1,6 miliardi di euro.

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Bonus mamme più robusto
La manovra conferma e rafforza da 40 a 60 euro il bonus destinato alle mamme lavoratrici. Il contributo, destinato alle donne con reddito da lavoro complessivo fino a 40mila euro annui, è oggi un contributo di 40 euro per ogni mese (o frazione di mese) lavorato. La misura è destinata a lavoratrici con due figli, titolari di contratto a tempo determinato o indeterminato, autonome o libere professioniste fino al compimento del decimo anno del figlio più piccolo; lavoratrici con tre o più figli, titolari di contratto a tempo determinato, autonome o libere professioniste fino al compimento del diciottesimo anno di età del figlio più piccolo. La domanda si può presentare sul sito dell’Inps.

Manovra, ai dipendenti pubblici solo uno sconto sul salario accessorio. Ai privati la flat tax
di Valentina Conte

16 Ottobre 2025

Confermata la carta “dedicata a te”
La Legge di Bilancio conferma la ex social card, oggi carta “Dedicata a te”. Si tratta di un contributo di 500 euro, da impiegare esclusivamente per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità, esclusa qualsiasi bevanda alcolica. Per riceverlo non è necessario fare richiesta visto che i beneficiari sono individuati automaticamente tra i nuclei familiari residenti in Italia e in possesso di un Isee ordinario in corso di validità non superiore a 15 mila euro.

Sempre in materia di politiche sociali, sottolinea il Dpb, “specifiche risorse sono destinate al completamento della riforma del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare”. E sempre a beneficio delle famiglie più grandi, nell’ambito della riforma dell’Isee si prevedono “maggiorazioni delle scale di equivalenza per i nuclei familiari con due o più figli e l’innalzamento della soglia di esclusione della casa di abitazione”. Il Documento non entra nel dettaglio della misura ma nei giorni scorsi si era passato di una possibile esclusione dal colcolo delle prime case con valore catastale fino a 100 mila euro, dai 52.500 attuali, con un incremento a seconda del numero di figli.

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Commento di frederik01

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frederik01
15 min fa
Grande Gioggia, anche lei spende 60 euro al mese per l’infante??

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Commento di Stampaestera.it

St

Stampaestera.it
4 ore fa
Perché social card ? Non si può scrivere in Italiano!?

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Commento di Salvatore NQClI

SN

Salvatore NQClI
1 giorno fa
Andiamo avanti con elemosine. Non sanno fare altro. Ma una parola italiana per caregiver?

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Commento di bm01

bm

bm01
1 giorno fa
E’ iniziata la campagna acquisti della Melona con l’elemosina. Fanno meglio Caritas e altre associazione di assistenza per sopperire alla miseria che la Melona ha creato.

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Commento di anarcocuervopunk

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anarcocuervopunk
1 giorno fa
Queste sono le famose briciole d’ un stato democratico dove ogni giorno per ogni cosa stiamo pagando le tasse da quando siamo nati… Dopodiché… Si qualcuno conosci un Italiano che può vivere con la Social Card tutto un mese … Scrivitelo…

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Economia

Manovra, le misure: prima casa fuori dall’Isee, aiuto fiscale per i genitori separati
di Rosaria Amato, Flavio Bini, Michele Bocci, Giuseppe Colombo, Cenzio Di Zanni, Diego Longhin
Manovra, le misure: prima casa fuori dall’Isee, aiuto fiscale per i genitori separati
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18 Ottobre 2025 alle 01:00
4 minuti di lettura

ROMA – La manovra 2026 vale in tutto 18,6 miliardi, una legge di bilancio piuttosto light rispetto agli anni scorsi. Il governo interviene ancora una volta sull’Irpef e quest’anno sceglie di tagliare lo scaglione per i redditi tra i 28 e i 50mila euro dal 35 al 33%: un vantaggio che sarà sterilizzato sopra i 200mila euro.

Per dare un minimo sollievo al potere d’acquisto c’è anche un intervento sui salari. Per i dipendenti privati gli aumenti contrattuali saranno tassati al 5% ma solo per i redditi fino a 28mila euro, per il 2025 e il 2026. Aliquote più favorevoli anche per i turni festivi e notturni. Scenderà invece dal 5 all’1% la tassazione dei premi di produttività fino a 5 mila euro.

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Capitolo pensioni. Lavoratori gravosi e usuranti saranno esclusi dall’innalzamento dell’età pensionabile che scatta dal 2027. Per tutti gli altri l’aumento sarà pari ad un mese nel primo anno e ad altri due dal 2028. Previsto anche un nuovo intervento sugli assegni più bassi: le “minime” saliranno di circa 20 euro al mese, mentre c’è l’incremento di 260 euro all’anno per le pensioni dei soggetti in condizioni disagiate.

Pacchetto famiglie. Spunta un contributo fiscale a favore dei genitori separati che hanno difficoltà con la casa. Per favorire l’utilizzo degli strumenti di welfare, la casa principale esce dal calcolo Isee, fino a un valore catastale che dovrebbe aggirarsi intorno ai 92mila euro.

Confermati i bonus edilizi: le detrazioni sui lavori di ristrutturazione restano al 50% per la prima abitazione e al 36% per la seconda. Aumenta da 40 a 60 euro al mese il bonus per le mamme lavoratrici che hanno un tetto Isee a 40mila euro e con almeno due figli.

Confermata l’estensione del congedo parentale facoltativo: l’indennità è all’80% della retribuzione per tre mesi. Potenziato il congedo per la malattia dei figli. Niente da fare per il bonus libri, mentre la soglia esentasse per i buoni pasto sale da 8 a 10 euro.

Pensioni. Le minime salgono di 20 euro. Età pensionabile su dal 2027
Le pensioni minime, il cui assegno nel 2025 è di 603,4 euro, dal prossimo anno saranno aumentate di 20 euro al mese. Una cifra nella quale sarà ricompreso anche il recupero dell’inflazione. Salta il blocco dell’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita. La sterilizzazione dei 3 mesi dal 2027 vale solo per i lavori «gravosi e usuranti». Per tutti gli altri aumenta di un mese nel 2027 e di due mesi nel 2028. Secondo le stime demografiche anche nel 2029 ci sarà un adeguamento, di ulteriori 2 mesi. Con tre rialzi consecutivi, i requisiti passano da 67 anni a 67 anni e 5 mesi. Per il settore pensionistico dovrebbero essere stanziati 460 milioni nel 2026, 1,8 miliardi nel 2027 e 1,2 miliardi nel 2028. Gli importi dovrebbero finanziare anche la proroga di Ape sociale, Opzione donna e Quota 103.

Sanità. Due miliardi in più per il fondo, ma vanno soprattutto ai privati
L’incremento del Fondo sanitario, che sale a 142,9 miliardi, è di 6,3 miliardi. Quasi 4 erano già previsti l’anno scorso , altri 2,3 miliardi arrivano dalla nuova Finanziaria. Molte le misure a favore dei privati. Si aumenta il tetto della spesa farmaceutica di 350 milioni. Stesso discorso, da 280 milioni, per i dispositivi medici. Ben 1,1 miliardi servono ad alzare le tariffe ambulatoriali e dei ricoveri. Ci sono 246 milioni per gli accreditati per abbattere le liste d’attesa e 66 milioni per la farmacia dei servizi. La voce chiave per l’attività pubblica è quella della prevenzione, che riceve 530 milioni, che serviranno tra l’altro ad ampliare gli screening oncologici e rafforzare le campagne vaccinali. Per il personale si prevede un piano di assunzioni da 450 milioni, per far entrare mille medici e 6 mila infermieri.

Imprese. Torna il superammortamento e più risorse per la Zes unica
Prevista una riedizione del superammortamento, che vale 4 miliardi, e un credito di imposta per le aziende che si trovano nelle Zona economica speciale unica, circa 2,3 miliardi. Ma la premier ha alzato ancora l’asticella: «Per le imprese ci sono 8 miliardi». Nel pacchetto anche il rifinanziamento dei contratti di sviluppo e la “Nuova Sabatini”. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ringrazia: «Il governo ci ha ascoltati, anche se vogliamo leggere i testi definitivi». Le imprese potranno ammortizzare al 180% gli investimenti in innovazione e al 220% le spese per la transizione ecologica che consentono il taglio dei consumi energetici nelle aziende.

Enti locali. Il fondo di perquazione non c’è, mini-intervento per i pubblici
Il fondo di perequazione per gli enti locali da 150 milioni di euro auspicato dal ministro della Pa Zangrillo non ci sarà. La notizia è confermata da fonti di governo, nonostante le parole della premier Meloni in conferenza stampa abbiano potuto sollevare più di un dubbio: ha fatto riferimento infatti a «un fondo per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, la cui competenza è del ministro Zangrillo», aggiungendo che «la priorità per il governo è il rinnovo del contratto degli enti locali». Per i dipendenti pubblici si prospetta invece una misura complessiva, e cioè la detassazione del salario di produttività. Andrà a tutte le amministrazioni, centrali e locali. Quindi niente “parificazione”. Difficile dire se convincerà i sindacati a firmare il contratto mercoledì 22, data del prossimo appuntamento all’Aran.

Rottamazione. Pace fiscale senza acconto da saldare in 54 rate bimestrali
La quinta edizione della rottamazione delle cartelle includerà i carichi fiscali affidati all’agente della riscossione fino al 31 dicembre 2023. Stop al pagamento di sanzioni, interessi e aggio: il contribuente verserà al Fisco solo l’importo delle tasse non pagate. Le somme saranno dovute in un’unica soluzione o ripartite fino a un massimo di 54 rate bimestrali (9 anni), tutte con lo stesso importo. Niente maxi-acconto iniziale, salta anche l’importo minimo (l’ipotesi era 100 euro): i due paletti non entrano nel testo della manovra. La scadenza della prima rata è fissata al 31 luglio 2026. La misura è rivolta ai contribuenti che hanno presentato la dichiarazione, ma hanno omesso il pagamento», spiega una nota di Palazzo Chigi. Possono aderire anche gli enti locali.

Tasse. Taglio Irpef dal 35% al 33%, flat tax su per i ricchi stranieri
Nel pacchetto fiscale della legge di bilancio spicca il taglio dell’Irpef per il ceto medio. La misura prevede la riduzione dell’aliquota, dal 35% al 33%, per lo scaglione che comprende i redditi da 28 a 50mila euro. Lo sconto massimo è di 440 euro. A beneficiare del valore più alto della riduzione saranno i redditi tra 50mila e 200mila euro. Oltre questo livello, la riduzione sarà sterilizzata: niente taglio delle tasse. Sale la flat tax sui Paperoni stranieri: il prelievo forfettario passa da 200mila a 300mila euro e da 25mila a 50mila euro per i familiari che decidono di usufruire dell’agevolazione. Confermata l’imposta sostitutiva al 15% per i redditi incrementali da lavoro dipendente o da pensione fino a 35mila euro.

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Economia

Rottamazione cartelle, come funziona la nuova misura in manovra: requisiti, rate, scadenze
di Giuseppe Colombo
Rottamazione cartelle, come funziona la nuova misura in manovra: requisiti, rate, scadenze
Le novità della quinquies per mettersi in regola con il fisco potenzialmente riguarda 16 milioni di italiani: esclusi coloro che non hanno mai presentato una dichiarazione dei redditi

18 Ottobre 2025
Aggiornato alle 12:41
2 minuti di lettura

ROMA – Chi ha debiti con il Fisco potrà mettersi in regola pagando in un’unica soluzione o diluendo i versamenti in rate bimestrali (fino a un massimo di 54). Ecco la rottamazione quinquies delle cartelle fiscali. Partirà l’anno prossimo e si chiuderà nel 2035. Ma chi potrà aderire alla nuova definizione agevolata? Cosa bisognerà pagare?

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Le cartelle
La nuova definizione agevolata riguarderà tutti i carichi fiscali affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Potrà aderire alla rottamazione, quindi, chi ha una cartella che fa riferimento a questi debiti. Sarà escluso chi non ha mai presentato la dichiarazione dei redditi.

I debiti che potranno essere “rottamati” sono quelli che derivano dal mancato versamento delle imposte così come “risultanti dalle dichiarazioni annuali”, si legge in una bozza della norma. Dentro anche i debiti che derivano dall’omesso versamento di contributi previdenziali dovuti all’Inps (esclusi quelli richiesti a seguito di accertamento).

Potranno rientrare nella rottamazione quinquies anche quei contribuenti che hanno aderito alle prime tre edizioni della definizione agevolata delle cartelle e al saldo e stralcio del 2018. Accesso negato, invece, a chi al 30 settembre di quest’anno non è risultato in regola con i versamenti della rottamazione quater: il contribuente non potrà sospendere i pagamenti e passare alla nuova rottamazione.

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18 Ottobre 2025

La decadenza
Fuori dalla nuova rottamazione dopo il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, o dell’unica rata nel caso in cui il debitore scelga di non rateizzare i pagamenti.

Cosa pagare
Chi accederà alla quinta edizione della rottamazione dovrà pagare il cosiddetto capitale (l’importo della tassa non pagata) e le spese per le procedure esecutive e di notifica della cartella. Non saranno dovuti, invece, gli interessi e le sanzioni. Non si pagheranno neppure gli interessi di mora, l’aggio e le cosiddette “sanzioni civili” (accessorie ai crediti di natura previdenziale).

Come pagare
I pagamenti potranno essere effettuati in un’unica soluzione, entro il 31 luglio 2026, o in forma dilazionata, in un numero massimo di 54 rate bimestrali (9 anni). Le rate avranno tutte lo stesso importo.

Si potrà pagare con addebito sul conto corrente o con bollettini precompilati. In alternativa presso gli sportelli dell’agente della riscossione.

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18 Ottobre 2025

Le rate
La prima rata dovrà essere pagata entro il 31 luglio 2026. La seconda e la terza, rispettivamente, il 30 settembre e il 30 novembre.

Dalla quarta alla cinquantesima, rispettivamente, il 31 gennaio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre di ciascun anno, a partire dal 2027. Le ultime tre rate, dalla cinquantaduesima alla cinquantaquattresima, dovranno essere saldate rispettivamente il 31 gennaio, il 31 marzo e il 31 maggio 2035.

Come aderire
il debitore dovrà presentare una dichiarazione all’agente della riscossione entro il 30 aprile 2026. La domanda potrà essere inoltrata esclusivamente per via telematica. Le modalità di compilazione e di invio saranno rese noto dallo stesso agente sul proprio sito Internet entro 20 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio, quindi entro il 20 gennaio dell’anno prossimo.

Il contribuente che vuole mettersi in regola dovrà indicare nella dichiarazione se intende aderire al pagamento a rate, inserendo il numero dei versamenti. Sarà lo stesso agente a comunicare al debitore, entro il 30 giugno 2026, l’ammontare complessivo delle somme da pagare e le scadenze delle rate.

Nella stessa dichiarazione dovrà indicare se sono pendenti giudizi relativi ai carichi che intende definire e, in caso affermativo, assumere l’impegno a rinunciarvi. In attesa della prima o unica rata, i giudizi saranno sospesi dal giudice dietro presentazione di una copia della stessa dichiarazione. Il giudizio si estinguerà a seguito della produzione, a cura di una delle parti, della documentazione che attesa i versamenti eseguiti per perfezionare la definizione.

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20 Ottobre 2025

Stop a fermi e ipoteche
La presentazione della dichiarazione farà scattare la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza dei carichi oggetto della rottamazione.

Fino alla scadenza della prima o unica rata saranno anche sospesi gli obblighi di pagamento che derivano da precedenti rottamazioni in essere. Inoltre non potranno essere iscritti nuovi fermi amministrativi e ipoteche, fatti salvi quelli già iscritti alla data di presentazione della dichiarazione per aderire alla quinta edizione della rottamazioni.

Non potranno inoltre essere avviate nuove procedure esecutive, stop a quelle già avviate (con alcune eccezioni).

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Economia

In montagna con le infradito, il soccorso lo paga l’escursionista imprudente: la stretta in manovra
di Giuseppe Colombo
In montagna con le infradito, il soccorso lo paga l’escursionista imprudente: la stretta in manovra
In caso di dolo, colpa grave o richiesta immotivata e ingiustificata, bisognerà pagare un contributo allo Stato. La stretta sui servizi di ricerca e salvataggio della Guardia di finanza

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18 Ottobre 2025
Aggiornato alle 12:47
1 minuti di lettura

ROMA – In montagna con le infradito? Se si inciampa e ci si fa male, in caso di richiesta di aiuto bisognerà pagare le spese di soccorso di tasca propria. La stretta entrerà in vigore il primo gennaio dell’anno prossimo, quando la legge di bilancio sarà operativa. Al momento la misura riguarda solo i servizi di ricerca, soccorso e salvataggio effettuati dalla Guardia di finanza, ma non è escluso che possa essere presto estesa ad altre tipologie di assistenza di altri Corpi militari.

Il pagamento scatterà se i soccorsi saranno imputabili al dolo o alla colpa grave di chi si è ritrovato in una situazione di pericolo perché ha messo in atto comportamenti imprudenti, ma anche se la richiesta di intervento sarà ritenuta immotivata o ingiustificata.

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In questi casi – recita la norma – è dovuta “la corresponsione di un corrispettivo al ministero dell’Economia e delle Finanze”. Sarà un decreto del Mef a stabilire l’importo del contributo in relazione ai costi del personale e dei mezzi utilizzati per il soccorso, oltre a quelli per il carburante e le attrezzature.

Saranno esclusi dalla stretta le operazioni di soccorso previste dagli articoli 489 e 490 del Codice della navigazione. Non bisognerà quindi pagare le spese di soccorso se si è a bordo di navi o aerei in situazioni di pericolo. In questi casi, infatti, resta valido l’obbligo di salvataggio. Restano ferme anche “le priorità delle esigenze di soccorso pubblico”.

La norma
Oneri per i servizi di soccorso resi dal Corpo della Guardia di finanza.

1.? ?Fermo restando quanto previsto dagli articoli 340 e 658 del Codice penale e le priorità delle esigenze di soccorso pubblico e fuori dai casi di cui agli articoli 489 e 490 del Codice della navigazione, per gli interventi di ricerca, soccorso e salvataggio effettuati dal Corpo della Guardia di finanza è dovuta la corresponsione di un corrispettivo al Ministero dell’economia e delle finanze a carico di colui che ha determinato l’evento per il quale è stato effettuato l’intervento qualora l’evento sia imputabile a dopo o colpa grave dell’agente. Il corrispettivo è altresì dovuto in caso di richiesta di intervento immotivata o ingiustificata.

2.? ?Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze sono stabiliti i corrispettivi dovuti ai sensi del comma 1, determinati, in relazione alle diverse voci di costo, su base oraria forfettaria in relazione ai costi del personale, dei mezzi, del carburante e delle attrezzature necessarie, nonché le necessarie disposizioni attuative ed applicative. L’aggiornamento delle tariffe è annualmente rideterminato sulla base degli indici Istat rilevati al 31dicembre dell’anno precedente.

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Commento di Evergreen4sUbaC

Ev

Evergreen4sUbaC
3 min fa
Mi sembra il minimo e mi duole solo che arrivi così in ritardo.

Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità per comportamenti irresponsabili che, oltre al costo dei soccorsi, mette a rischio la vita di chi presta soccorso.

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Commento di nocomunismo

no

nocomunismo
25 min fa
Questa norma esiste da diversi anni, adesso è stata perfezionata.

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Commento di 1540180kRTlF

15

1540180kRTlF
25 min fa
Giusto così! Sarebbe ora che le persone paghino per quanto lo stato spende per le azioni compiute irresponsabilmente a seguito di colpa grave e/o dolo. Questo principio dovrebbe valere per qualsiasi azione irresponsabile, anche per il codice della strada.

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Commento di martello01

ma

martello01
44 min fa
Pagheranno……se “hanno da perdere”.

Altrimenti?

Cartella esattoriale, fermo amministrativo su auto solo se la possiedono…

Tanto poi arriva una rottamazione fiscale….

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Commento di Prolog

Pr

Prolog
51 min fa
Al Nord è già così, ogni regione dell’arco alpino ha il suo listino e l’elicottero viene tariffato al minuto. Ad esempio in Veneto la chiamata costa 200 euro, cui vanno aggiunti 50 euro per ogni ora di intervento via terra con un tetto massimo di 1500 euro. Se interviene l’elicottero:

•? ?ferito grave: 25 euro al minuto fino ad un massimo di 500 euro.

•? ?ferito lieve: 75 euro al minuto fino ad un massimo di 7500 euro.

•? ?persona illesa: costo totale dell’intervento.

Per l’elisoccorso, in Trentino i costi sono di 36 euro per i feriti, 750 euro per gli illesi e le chiamate immotivate vanno a 140 euro al minuto. In Alto Adige l’elisoccorso va pagato 100 euro, e per gli interventi ingiustificati vanno a 140 euro al minuto fino ad un massimo di mille euro.

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Commento di Prolog

Pr

Prolog
54 min fa
“Fermo restando quanto previsto dagli articoli 340 e 658 del Codice penale e le priorità delle esigenze di soccorso pubblico e fuori dai casi di cui agli articoli 489 e 490 del Codice della navigazione, per gli interventi di ricerca, soccorso e salvataggio effettuati dal Corpo della Guardia di finanza è dovuta la corresponsione di un corrispettivo al Ministero dell’economia e delle finanze a carico di colui che ha determinato l’evento”

Tradotto, chi sale in montagna in ciabatte verrà salvato a pagamento, chi sale sul barcone in ciabatte continuerà ad essere trasportato gratis in Italia…modificato

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Commento di varese4QjqAu

va

varese4QjqAu
54 min fa
Credo che in Svizzera si paghi tutto, mica solo un contributo. E loro non hanno 1 Franco svizzero di debito pubblico. Devono pagare tutto e subito.

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Commento di 1534104HyLiz

15

1534104HyLiz
1 ora fa
È il minimo…

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Commento di Rinzler

Ri

Rinzler
1 ora fa
Era ora.

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Commento di Ro_00003

Ro

Ro_00003
1 ora fa
Con le infradito non si deve nemmeno andare in bagno;-) Da nessuna parte. Sono percolose! Figurati n montagna. La gente ha la testa nel….

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