Economia

La truffa corre sul filo del telefono: 3,9 milioni di tentate frodi. Come riconoscerle ed evitarle
di Alessandro Longo
La truffa corre sul filo del telefono: 3,9 milioni di tentate frodi. Come riconoscerle ed evitarle
I raggiri passano attraverso linea fissa e mobile: 3,9 milioni di vittime con danni per 628 milioni. I trucchi con cui ci carpiscono soldi o dati personali sono numerosi. Difendersi però è possibile: ecco come

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31 Ottobre 2025 alle 01:00
3 minuti di lettura

ROMA – Bussano alla porta, “c’è da pagare l’attivazione per la nuova linea”. Macché, non caschiamoci: truffa sicura. Chiamano, dicono che c’è una bolletta insoluta? Manco per sogno: altra truffa. Messaggio whatsapp: siamo il tuo operatore, clicca qui e dacci i tuoi dati. Sì, certo, come no: truffa anche questa; a meno che non sia un messaggio che stavamo aspettando dopo una richiesta precisa.

Sono alcune delle minacce da conoscere, in quanto utenti di telefonia. Nel 2024 quasi 3,9 milioni di italiani sono caduti vittima di una truffa o di un tentativo di frode legato alla telefonia fissa o mobile, secondo un’indagine condotta da mUp Research per Facile.it. Il danno medio si aggira intorno ai 124 euro per la telefonia mobile e 157 euro per quella fissa, per un totale di circa 628 milioni di euro.

La ricerca tiene conto di truffe di vario tipo, legate alla telefonia, anche quelle che mirano a rubare i nostri dati o costringerci a cambiare operatore. Ecco perché il numero dei truffati è così grandi. Teniamo infatti conto che i numeri ufficiali del Crif (centrale rischi finanziari) stimano per il 2024 31 mila truffa creditizie. Pesa anche il fatto che l’indagine mUp è un sondaggio, non si basa insomma su denunce. Rileva appunto che oltre un truffato su due (52%) sceglie di non rivolgersi alle autorità, spesso per vergogna o per il timore di apparire ingenui.

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Finti call center e false mail
L’indagine rivela che i mezzi più usati per colpire le vittime restano i finti call center (63,3% nella telefonia fissa e 47,1% nella mobile), seguiti da false email (25,6% fissa, 42,9% mobile) e SMS truffaldini (18,9% fissa, 32,8% mobile). Sempre più spesso, le frodi viaggiano anche sulle chat di messaggistica istantanea: in oltre un caso su quattro, la truffa è avvenuta tramite WhatsApp o Telegram.

Il catalogo delle truffe
Ma come difenderci? Intanto è bene conoscere quali sono le truffe più comuni, come risulta dalla ricerca. Una delle trappole più frequenti: finti tecnici che si presentano a casa di chi ha appena richiesto una nuova linea telefonica. Per non cascarci, ricordiamo che le compagnie non richiedono mai pagamenti in contanti o in loco. Tutto viene gestito in modo tracciabile (bollettino, carta o bonifico). Se qualcuno ci chiede denaro alla porta, ignoriamo la richiesta. Bene anche segnalare il caso alle autorità per salvare utenti meno accorti di noi.

Un operatore sconosciuto chiama sostenendo che ci siano bollette insolute? Potrebbe trattarsi di un falso consulente. L’obiettivo è carpire iban o codice di migrazione per attivare contratti non richiesti.
Mai fornire dati personali o bancari al telefono, per mail o altri mezzi a chi ci contatta. In caso di dubbi, contattiamo noi l’operatore tramite i canali ufficiali.

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Facile.it segnala anche che alcuni truffatori si fingono dipendenti del nostro gestore, magari usando un linguaggio tecnico o anglicismi per confonderci. Di nuovo, ci salva la regola d’oro: diffidiamo di chi propone incontri di persona. Le compagnie serie gestiscono tutto da remoto. E – val la pena ribadirlo – non ci contattano di loro iniziativa per chiederci dati personali, bancari o di pagamento.

Da notare: tutte le truffe di cui sopra (e realmente avvenute nel 2024) presuppongono che i criminali siano venuti in possesso di alcune informazioni su di noi, come i nostri dati anagrafici associati alla linea telefonica o che ne abbiamo appena attivato una. Purtroppo continuano a girare e a essere aggiornate liste di questo tipo, a causa di call center o agenzie di dubbia legalità.

Capita ad esempio che i call center conservino i dati dei clienti di vecchie campagne telemarketing per contattarli e proporre “nuove offerte” o un cambio gestore. Di solito usano la scusa di un rincaro o un guasto della linea da evitare e si spacciano per il nostro gestore. È un’altra truffa riportata da Facile.it.
Per non cascarci, ricordiamo che nessuna compagnia telefonica comunica al telefono queste cose. Meglio verificare sempre sul sito ufficiale o al call center ufficiale dell’operatore.

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Ci sono anche le truffe “a pioggia”. Ad esempio: riceviamo una chiamata persa da un numero sconosciuto con un prefisso non geografico? Potrebbe trattarsi di un numero a pagamento. Basta cercare online per verificare se è già segnalato come sospetto.

Un altro grande classico: la truffa del sì. Una delle più insidiose. Alla domanda “Lei è Mario Rossi?”, rispondere “sì” consente ai truffatori di attivare a nostro nome un contratto mai richiesto, grazie a manipolazioni audio. Meglio rispondere con frasi come “Mi chiamo così” o “Sono io”. Certo, poi se denunciamo la cosa all’operatore, disconoscendo l’abbonamento, otterremo alla fine ragione e i rimborsi dovuti, ma potremmo essere costretti a fare una conciliazione gratuita con Conciliaweb. Tempo perso e soldi anticipati, nella migliore delle ipotesi.

Ci sono poi ancora italiani che si ritrovano iscritti a servizi a pagamento dopo aver cliccato su banner o link ingannevoli. Per evitarlo, chiediamo al vostro operatore di bloccare i servizi premium e, se il credito è stato già sottratto, richiediamo il rimborso immediato. Quella dei servizi premium era una trappola molto in voga circa dieci anni fa. Dopo le tutele varate dall’authority tlc, si è ridotta tantissimo, ma l’indagine di Facile.it riporta che ci sono ancora vittime.

Il quadro può essere sconfortante. Le minacce sono numerose e anche sofisticate, spesso. Non sorprende che tanti ci caschino. Conoscere la casistica serve a evitarle, ma ancora di più ci protegge il buon senso: operatori (o banche) non ci contattano al telefono (con chiamate o messaggi che siano) per cose importanti, dove ci sono di mezzo i nostri soldi o dati personali. Né certo si presentano a casa. Sola eccezione sono i messaggi whatsapp che alcuni operatori utilizzano per confermare un’attivazione di un contratto dopo una nostra richiesta di attivazione.

Se succede non facciamoci prendere dal panico; non agiamo sul momento. Chiudiamo e contattiamo autonomamente il proprio operatore (ma vale anche per le banche) per toglierci eventuali dubbi sulla veridicità del contatto. Ultima accortezza: non basta conoscere questi consigli. Passiamoli anche ai nostri familiari, a partire da quelli che vivono nello stesso nucleo familiare e ai più anziani.

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